domenica 15 maggio 2016

Cos'è l'amore assoluto?





La cosa più importante nella vita è amare qualcuno. La seconda cosa più importante nella vita è avere qualcuno che ti ami. La terza cosa più importante è che le prime due accadano in contemporanea.
                                                                                            Howie Schneider
Sono passati due anni dal fatidico si, due anni dal viaggio della tua vita, quello che pensavi non avresti mai vissuto e che invece hai realizzato. Ti ritrovi a vivere una vita nuova, fatta di mille impegni, un amore sempre vivo e presente. Gli amici di sempre accanto, altri persi per strada... ma fa nulla, la vita va così, compensi con nuovi incontri, belle persone.

Poi si apre un nuovo anno. 
Avete presente i buoni propositi che tutti (si, anche tu che dici di non crederci, lo so che nella tua testa speri!) pronunciamo ogni capodanno? Quei pensieri ricchi di aspettative per i 365 giorni che ti aspettano. Ma un conto è l'aspettativa, altro è la realtà che si apre davanti a te e traccia una nuova via, un nuovo percorso.

L'anno si apre con una nascita, diventi zia per la prima volta nella tua vita e il tuo cuore si apre, i pensieri convergono verso quel meraviglioso piccolo esserino. Così fragile e così incredibile!


Io, mio fratello (padre a momenti) e nostro padre in sala d'attesa.


Ecco, se avessi cercato un segno che mi facesse capire il mood del 2015 lo avrei trovato proprio davanti ai miei occhi. Avete presente la sensazione di abbagliamento che provate se guardate il sole? Poi, quando spostate lo sguardo, quella sensazione permane ancora per un po' di tempo e vedete le "stelline".
Elia è arrivato!

QUESTO È QUELLO CHE MI È SUCCESSO. 

So che molti di voi diranno che non è una sensazione piacevole, ma se vi concentrate sulle sensazioni è come se foste in pieno trip, o almeno così l'industria cinematografica me lo ha fatto sempre immaginare. Lo so, direte che sto divagando, in realtà no. Sto cercando di farvi entrare nel turbinio di emozioni con il quale ho aperto l'anno e non è facile. Quel piccolo bambino ha cambiato molte cose, non solo in me eh! Tutta la mia famiglia era sospesa in una bolla di felicità!

Dopo questo, molti cambiamenti... niente su cui soffermarsi, tante piccole mollichine che ci portano al 24 Maggio 2015.

Quel giorno, un test di gravidanza alle 6 di mattina ti annuncia che presto diventerai madre. Per realizzare nella mia testa qualcosa che sentivo già dentro di me avrò bisogno di altri due test e delle analisi beta.
Annuncio in pieno stile nerd


Credetemi, un conto è dire di essere pronti altro è esserlo davvero. Perché, se prima sei convinta di essere all'altezza della situazione, poi non ne sei così sicura.

La tua vita è in pieno cambiamento, come farai? Il cervello in pieno subbuglio. Fai appena in tempo a fare spazio a milioni di sentimenti nuovi che la prima visita, quella che avrebbe dovuto farti toccare il cielo con un dito ti getta nello sconforto più totale.

"Non c'è niente. Aborto interno". Torni lunedì in ospedale. Ultimo controllo. Aborto interno. Torni mercoledì. Raschiamento. Scende il sipario.
Della strada di ritorno dall'ospedale a casa ricordo la sensazione di sconforto e nausea. Ma non ci sei, quindi è mia. Ti amavo di già. Mi manchi. Poi la voce di Marco: "Oggi è lunedì, andiamo in un altro ospedale!".
Altro giro altra corsa. C'è la camera gestazionale, le famigerate beta crescono. Dobbiamo aspettare. Torniamo a casa, non stiamo bene. Siamo sconfortati.

È martedì, domani dovremo separarci. Non voglio. Sono le 20:00, sto riempiendo di panna dei bignè, sento un fiume in piena. Caldo. Sangue. Il destino è arrivato prima. Corriamo in ospedale, la camera è ancora lì, non c'è battito ma c'è ancora. Mi ricoverano. Tre lunghi giorni di lacrime soffocate e angoscia celata.

Chiamo il mio nuovo dottore, l'angelo custode della mia bimba, colui che mi ha chiesto di aspettare. Lo preghi di farti uscire da li, non puoi più reggere il pianto bisognoso di cure di tutti quei bimbi non tuoi. Mi tranquillizza, devi aspettare un'altra notte. E intanto le beta crescono ed io non ci spero più.

È venerdì. È il 15 giugno. Sono le 9 e 47 minuti e tu sei li. Il tuo cuore batte chiaro e forte. Ce l'hai fatta. Ce l'abbiamo fatta.

La sua prima foto!

Un anno, due bambini.

È amore assoluto. 




martedì 18 agosto 2015

La notizia più dolce



"[...] sono tuo padre!"
Darth Vader


25 maggio 2015. Ancora una volta la tua vita cambia, viene capovolta, stravolta. Niente sarà più come prima.

Ore 6:00, il risveglio più dolce: "buongiorno papà!". È così che tua moglie ti dà la notizia più bella mai ricevuta.

Si dice che la vita sia costellata di piccoli momenti, preziosi come gemme da custodire con cura nel proprio cuore. Il primo "ti amo", il "Sì" all'altare, il momento in cui scopri che diventerai padre.

E così, ancora una volta, la tua vita viene messa sottosopra. Ma niente potrebbe renderti più felice, fra nove mesi abbraccerai il frutto del vostro amore, il coronamento di un matrimonio da tanto tempo agognato, inseguito, desiderato e infine realizzato.

Quattro mesi dopo, ti ritrovi davanti allo schermo del tuo computer, desideroso di immortalare questi momenti, questa attesa, questa promessa di vita, nel blog del tuo matrimonio Nerd, consapevole che un giorno, tuo figlio lo leggerà e, sicuramente, si farà quattro risate a tue spese...

I primi tre mesi di gravidanza sono stati un vero ottovolante emotivo, tra piccole complicazioni e paure, ansie, un distacco della placenta e i momenti di terrore prima delle visite, come se dovessi sostenere un esame terribile, puntualmente seguiti dal sollievo di vedere che il piccoletto/a si crogiola tutto contento/a nella sua placenta.

Al momento puoi solo immaginare come sarà il tuo pulcino o la tua pulcina, dato che dalle ecografie non si capisce ancora il sesso (lo gnometto/a è in posizione podalica e a gambe incrociate... esattamente come te quando eri nel grembo di tua madre), ma stai lì a guardare e riguardare quelle immagini in grigio e nero, cercando di cogliere ogni dettaglio, ogni particolare, soffermandoti sulla forma della testa, così simile alla tua, cercando di capire la conformazione del nasino. Lo vedi nuotare letteralmente nel liquido amniotico e non vedi l'ora di abbracciarlo, di passare ore a guardarlo, esaminando ogni lineamento, per ritrovare una parte di te che vivrà in lui/lei anche quando tu non ci sarai più.

Tuo padre diceva spesso che i figli sono la chiave dell'immortalità. Oggi, per la prima volta, riesci a capire fino in fondo le sue parole.

Ma adesso tutto quello che vuoi è concentrarti sui prossimi mesi, sulle mille piccole e grandi cose da fare, in attesa di quel meraviglioso giorno, previsto per i primi di febbraio 2016, in cui ancora una volta farai level up.



domenica 14 settembre 2014

From the Other side... [Parte I - The Wedding]


"La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Presto, la segua colui che parte!
Cominci pure un nuovo viaggio [...]"
J. R. R. Tolkien - Il Signore degli Anelli - Il Ritorno del Re

È passata una settimana dal giorno dei giorni, ti eri ripromesso di scrivere qualcosa subito prima del momento magico, ma come spesso accade, la vita vera, al di fuori del Web, ti cattura e non ti molla, soprattutto quando hai da definire gli ultimi dettagli, sistemare le ultime cose prima del fatidico .

In trepidante attesa con la mamma
In questi giorni Laura aveva condiviso con te la sensazione che quella meravigliosa giornata del 5 settembre fosse passata troppo in fretta... e in fatti nella tua mente è tutto un turbinio di suoni, immagini, profumi ed emozioni, cerchi di focalizzarti su un dettaglio, su un momento preciso, ma è come voler ricordare un sogno la mattina dopo, tutto ti è chiaro e al contempo tutto ti sfugge sulla punta della mente.


Ieri sera ti ritrovi con tua moglie e i tuoi testimoni Raimondo e Chiara a riguardare alcune delle foto inviateci dal nostro amico Andrea e, magicamente si aprono delle "finestre", ricordi tutto, nitidamente, dalla telefonata alle 10:00 mattino in cui il ristoratore suggeriva di allestire il ricevimento indoor a causa del tempo incerto (tiè! alla fine siamo riusciti a farlo come volevamo!), al giro con mamma sul Maggiolone, sapendo di aver realizzato un suo sogno di lunghissima data.

I testimoni pronti a testimoniare, vostro onore!
E allora realizzi, quella che fino a 10 giorni fa era la tua fidanzata, adesso è tua moglie e tu vieni promosso da zito* a marito, anche se è ancora stranissimo sentirti nominare così!!!

Ti viene in mente quell'attimo in cui l'hai vista varcare la soglia della chiesa, splendida e raggiante come mai l'hai vista in dieci anni, una bellezza abbagliante che stenti a credere sia tutta per te, la vedi giungere con suo padre all'altare, lottando fino all'ultimo per tenere le lacrime al loro posto, mentre tu senti come un'intera legione di farfalle svolazzarti nello stomaco.
Il padre e la sposa
 in tutto il loro splendore

Lei arriva da te, mentre resti un po' impacciato vicino ai sedili degli sposi (devo stare a destra o a sinistra? Dubbi atroci degli ultimi cinque minuti), ti avvicini a lei. Sorride, tu le sorridi e alzi il velo, la baci in fronte, mentre lei si era predisposta con quel suo modo inimitabile di protendere il mento all'insù, pronta a ricevere un bacio sulle labbra, ma non è ancora il momento!

Fa caldo. Sudi come se non ci fosse un domani, il parroco, il mitico Padre Alfonso, ti prende un po' in giro per la tua barba lunga (richiesta speciale della moglie) e per il tuo essere un po' teso. Ma d'altronde hai avuto i peggio incubi (arrivare in chiesa senza pantaloni, inciampare, balbettare, impappinarti).

Fire! Fire! Fire!
Tutto procede liscio, ci accogliamo come marito e moglie, ci scambiamo le fedi senza una minima sbavatura! Al momento dei doni all'altare, tua moglie mette la quinta e ti semina lungo la navata, ma la recuperi, non prima di pestarle lo strascico, sfiorando la tragedia di fantozziana memoria.

Alfonso pronuncia un'omelia memorabile, divertente come sa essere lui, ma anche profonda e ricca di significato e anche tu che con la Fede hai poco a che fare, non puoi che ascoltare assorto quell'invito all'amore che ci viene rivolto, quell'invito all'impegno a "fare a gara a chi ama di più".

Finisce la messa, ancora una volta rischi la super caduta a causa di un gradino più ostico del dovuto e lo strascico chilometrico di tua moglie. Ma anche questa prova è superata!
I primi passi
da marito e moglie

Bombardamento di riso, bolle di sapone, con la festa negli occhi tutti i nostri amici e familiari ci accolgono, ci abbracciano, ci baciano e ci augurano tutta la felicità del mondo.

I bastoncini irlandesi, decorati con nastri e campanellini, ci accompagnano fuori dal sagrato, mentre i tuoi amici Alfredo, Eleonora e il piccolo Natale, Alberto ed Erika, così come Piero e Cinzia, Filippo, Tiziana che si sono sobbarcati centinaia (e migliaia nel caso di alcuni) di chilometri per essere lì con te, sono pronti ad abbracciarti, a stringersi a te per una foto scherzosa prima di andare al Maggiolone, diretti a fare le foto.

Da Trieste e dalla Calabria con furore
E senti allora un'emozione fortissima, vedendo attorno a te la tua famiglia, i tuoi amici di infanzia come Riccardo, Peppe, Filippo, Lillo e Alberto e quelli arrivati nel tempo come Peppe Perry e Francesca, Raimondo e Chiara, Gloria e Andrea, Francesca (che quattro giorni dopo diventerà la moglie di Lillo), Claudio, Maria Giovanna (e i viaggiatori citati in precedenza), la tua nuova famiglia, tutti con sorrisi luminosi e abbracci calorosi. Vorresti che questo attimo durasse per sempre, ma sai che c'è molto altro che aspetta te e tua moglie. Il Maggiolone è pronto. Destinazione? Ignota. Si parte per le foto, ancora increduli di tutto quello che è successo...

*Zito = espressione sicula che significa "fidanzato".
[Continua...]



mercoledì 20 agosto 2014

It's the end of the world (as we know it)...




È un fatto importante, ancor che comunemente noto, che le apparenze molto spesso ingannano. Per esempio, sul pianeta terra, l'uomo ha sempre pensato di essere la specie più intelligente del pianeta, quando invece era la terza. Secondi in ordine di intelligenza: i delfini, i quali, alquanto singolarmente, erano a conoscenza da tempo dell'imminente distruzione del pianeta terra. Avevano tentato più volte di avvertire l'umanità del pericolo, ma i loro segnali venivano interpretati come simpatici tentativi di colpire il pallone o fischi per ottenere succulenti bocconcini. Così alla fine decisero di lasciare la terra coi loro mezzi. L'ultimo messaggio in assoluto venne interpretato come un incredibilmente sofisticato tentativo di doppio salto mortale rovesciato nel cerchio fischiando l'inno americano, ma in realtà il messaggio era questo: "addio e grazie per tutto il pesce". [Introduzione alla Guida Galattica per Autostoppisti]


E poi ti giri a guardare la tua stanza, ormai quasi vuota. Senti il rimbombo dei suoni, ormai non più attutiti da tutto quello che era stipato sulle mensole, nelle librerie, sul tavolo o anche per terra.

Apri l'armadio e selezioni con cura le camicie da portare a casa, quelle troppo vecchie e logore per essere ancora buone, così come fai per il resto del suo contenuto.

Hai fatto già diversi viaggi, ma sai che il trasloco non è ancora finito. Quasi finito, ma non del tutto.
Ripensi a tutte le ore passate fra queste quattro mura, i momenti indimenticabili, i momenti che vorresti cancellare dalla memoria, le vittorie e le sconfitte al tuo fedele PC, ma anche le interminabili ore passate a fissare il soffitto, ripensando alle vittorie e alle sconfitte della vita reale.

Guardi i pacchetti di foto e di diapositive, che ti prometti da anni di sistemare, guardi tutte quelle immagini di tuo padre che ti tiene in braccio, mentre i suoi genitori guardano un po' stralunati l'obiettivo su quella carta patinata ormai segnata dal tempo.

Passi in rassegna la tua collezione di console, tutti i momenti trascorsi davanti allo schermo della TV, a gambe incrociate sul tappeto, a litigare con tuo fratello o ridere con gli amici durante le partite a Space Invaders e Mrs Pac-Man sull'Atari 2600, la tua prima macchina da gioco vera e propria mai posseduta.

Guardi quel meraviglioso tesoro che il Commodore 64, che tuo padre ti aiutò ad acquistare, facendoti mettere da parte i soldi, cento lire alla volta, per un anno, ripensi a tutti quei momenti e vorresti che lui, tuo padre, fosse qui a parlarti, a sorriderti, ad accompagnarti al giorno dei giorni e poi fai un respiro profondo. Impacchetti tutti i tuoi ricordi in un posto sicuro e speciale e protetto della tua mente, raccogli i sacchi, il trolley e le scatole e fai un altro viaggio verso casa.

Casa, quella nuova. È come varcare un portale dimensionale, fino a un attimo fa avevi il magone, pensando a quel mondo ormai al termine che stai lasciando alle spalle, ma subito dopo ti ritrovi catapultato dentro la tua nuova vita. E allora riponi con cura le scatole, metti i vestiti in lavanderia, svuoti il trolley e metti a posto il possibile sulle mensole. Sei soddisfatto, pensi che il soggiorno sia il posto perfetto per quella collezione di manga, anche se Laura non è d'accordo sulla collocazione di una serie... scaffale troppo in basso. Ha ragione, ma sai bene che non appena sarete lì, avrete tutto il tempo di mettere le cose al loro posto giusto.

Esattamente come i tuoi pensieri e i tuoi ricordi. Scatta una specie di meccanismo, CLACK! e ti rendi conto che quel mondo non finisce, non te lo lasci alle spalle. In realtà quel mondo ti segue, ti ingloba, si fa un tutt'uno con la nuova vita che ti appresti a vivere, una quindicina di giorni da adesso.

In questi giorni di ferie, fra un'uscita con gli amici e una scorribanda sul tuo videogioco online del momento, lei resta il tuo punto fermo, con il suo sorriso, i suoi abbracci e tutto ciò che di speciale rappresenta in questa vita.

È bello sapere che anche lei entra a far parte del tuo mondo, così come tu entri a far parte del suo.

E allora, dopo la fatica, le preoccupazioni, il caldo, il trasloco, l'avventura sta per iniziare, quindi niente panico, agguanti l'asciugamano e ti prepari a vivere il giorno che aspetti da una vita.


giovedì 24 luglio 2014

"Fèscion" maschile. L'animale uomo stupisce.


Sospetto che ci sia altro nella vita oltre ad essere bello bello in modo assurdo. E presto scoprirò anche che cos'è! 

(Derek Zoolander)



Quanti di voi chiedono ad un ragazzo come si vestirà per un matrimonio? Pochi, molto pochi! Molti danno per scontato che l'uomo posso osare poco, d'altronde c'è di vero che gli abiti classici maschili si somigliano un po' tutti, se non fosse per il colore!

In realtà anche gli uomini possono osare. Come?

C'è un unica risposta: gli accessori!

Sapete già che abbiamo chiesto ai nostri ospiti di mettere il papillon. Vi dico la verità, non siamo riusciti a superare lo scoglio papà/nonni, ma dai cugini agli amici in molti ci hanno rassicurato che lo indosseranno solo per noi. Molti sono davvero entusiasti, non capita tutti i giorni di indossare il papillon!

In realtà è un capo che caduto tragicamente in miseria per molti anni è tornato in auge grazie agli hipster. 

(Pausa di sconforto)

Se cercate papillon d'effetto vi consiglio di guardare su Etsy.com 

VersionAccessoires

Confortate Marco che non lo potrà mettere, ha ricevuto veto assoluto dall'Alto Consiglio delle Madri... 


Un altro accessorio su cui potete puntare sono i gemelli per la camicia, Marco ne ha comprati un paio da vero nerd per sè.
Pensando al nostro matrimonio, un aspetto importante per noi era coinvolgere nel nostro mondo almeno chi svolgeva un ruolo attivo, vedi i testimoni. 
Per far questo, abbiamo pensato di regalare ai testimoni e ai miei fratelli dei gemelli che lasciano il segno!

Chiaramente chiunque si voglia unire alla nostra pazzia è liberissimo di farlo. 

Abbiamo acquistato sempre su Etsy.com dei gemelli che consegneremo loro il giorno della cerimonia. 
Se anche voi volete accaparrarvi un pezzo unico vi elenco qui di seguito quelli che abbiamo già acquistato, così magari li comprate diversi: 

-Superman
-Batman
-Pacman
-Star Trek
-Stormtrooper
-Doctor Who

Una voce di corridoio mi ha confermato che anche Darth Vader è preso.

Se ritenete che questi sposi stiano esagerando, sappiate che penso che voi abbiate ragione...

Vi suggerisco di rispondere a queste semplici domande:

  • Di chi è il matrimonio? 
  • Chi può esprimere desideri? 
  • Chi li deve assolutamente esaudire? 
Vi suggerisco le risposte:
  • Laura e Marco
  • Laura e Marco
  • Tutti voi

ECCO.

Chiaramente sto scherzando! (Neanche troppo!)

Che il "fèscion" sia con voi!


Ps: le bretelle sono ben accette.

domenica 20 luglio 2014

Reazioni. Amici nordici e partecipazioni

- Chunk: Voi non ci crederete mai, ma questa volta dico la verità! È stata la cosa più mondiale che ho visto in vita mia!
- Mikey: Più mondiale di quella volta che Michael Jackson venne a casa tua per andare al gabinetto?
- Brandon: E più mondiale di quella volta che salvasti quei vecchi dall'incendio dell'ospizio, scommetto...
- Mouth: Sì, è stata più mondiale ancora di quando ti sei mangiato due metri quadrati di pizza coi funghi?
- Chunk: E va bene Brad, Michael Jackson non è mai venuto a casa mia per fare la cacca... ma sua sorella sì! 



Mikey Walsh (Sean Astin) dal film "I Goonies" di Richard Donner da PensieriParole 



Molti di voi a questo punto esclameranno: "Ma basta! Non se ne può più con questa cosa delle partecipazioni! Quindi o le fanno vedere o li mando letteralmente a...."

Boniiiii, Boniiiiiiiiiiiiiii!

Non solo sarà l'ultimo post in merito, ma sarà anche quello dove ve le mostreremo! Ora mordetevi la lingua! :-p

Ne abbiamo scritte di cotte e di crude su questo tema, preparandovi al meglio su quella che è la nostra idea di partecipazione.

Come oramai saprete abbiamo degli amici che ci raggiungeranno da fuori, prima di mostrarvi la stampa finale abbiamo preferito aspettare che arrivasse loro il tanto atteso invito (spedito più di due settimane fa ad alcuni è arrivato ieri, grazie Poste Italiane!).

Ad ognuno di loro abbiamo chiesto di inviarci un video dove ci mostrassero non solo la ricezione della busta ma anche l'eventuale apertura con annessa reazione.

Ne manca ancora qualcuno, aggiorneremo la lista man a mano che li inviano.

Intanto godetevi questi!


Filippo


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Alfredo

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Max e Erika


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Vediamo nello specifico cosa hanno ricevuto i nostri eroi!




















Per le vostre partecipazioni scegliete MarcoPolo Servizi!

martedì 8 luglio 2014

Tempo di partecipazioni... Parte II




Il tempo comincia davvero a stringere e, nonostante è quasi tutto definito e sistemato, inizi ad avvertire una certa pressione.
Ogni giorno che passa, realizzi sempre di più che quella cosa di cui hai parlato per quasi un anno è una cosa reale, concreta, tangibile.

Vai a ritirare gli inviti in stamperia, li guardi, li sfogli, li annusi: sono reali, lì con la loro consistenza e il loro peso e, allora, tiri fuori la lista degli invitati. Li ricontrolli, li riconti, c'è sempre qualcuno di cui hai dato per scontato la presenza ma, che per un motivo o per un altro (lavoro, impegni, stress) hai dimenticato di chiamare.

Quindi partono le telefonate, i messaggi su Whatsapp e Facebook e, finalmente, cominci a prepararti mentalmente al giro di visite per consegnare gli inviti.

Tutto facile? Neanche un po'.

Hai degli amici che vengono da fuori e che dovranno pernottare da qualche parte. Chiami un B&B e scopri che, proprio in quella data (ma-tu-guarda-che-coincidenza) c'è un mega raduno religioso e che tutte le camere sono prenotate.

Panico? No, di più.

Uno dei tuoi amici decide di arrangiarsi e si prenota un albergo praticamente fuori provincia, sei dispiaciuto perché dovrà sobbarcarsi qualche chilometro in più e l'ansia cresce.

Telefonate su telefonate, alla fine, miracolosamente, riesci a risolvere brillantemente, prenotando tutte le camere che servivano.

Qualche mese fa ti stupivi della calma con cui tu e Laura stavate affrontando tutto, ma adesso la rimpiangi.

Abbiamo voluto realizzare un invito originale, tutto fatto da noi... abbiamo appreso una lezione che non dimenticheremo mai: la ceralacca è una ROTTURA INFINITA!

Ma superato questo scoglio, finalmente si presenta la prima occasione per dare i primi inviti.

Una cena a casa con amici è lo scenario di questo momento: li vedi sgranare gli occhi, restare a bocca aperta e sorridere.

Allora ti dimentichi il timore che i materiali non arrivassero in tempo, ti dimentichi tutti gli sbattimenti per ottenere il risultato desiderato in stamperia, ti dimentichi di tutto e ciò che resta è l'emozione dei tuoi amici e della tua famiglia, lo stupore davanti a quell'A5 in cartoncino in cui, si mette nero su bianco, si conferma al mondo che, fra poco meno di due mesi, arriva il momento che sogni da una vita.

Sai bene di essere ancora all'inizio e, nonostante il fatto di averne spediti diversi agli amici che stanno lontano, sai bene che quella lista è lì che ti guarda, ricordandoti che dovrai correre come un pazzo e trovare il tempo per portare gli inviti personalmente a tutti gli invitati assieme alla tua futura sposa, come vuole la tradizione.

"La prossima volta inviti normali e bon!"

Credici.

Cominci a distribuire gli inviti alla famiglia, i membri più anziani guardano quel pacchettino tutto legato e sigillato con la cera lacca, sfogliano le pagine, guardano le foto di noi da bambini, cercano di decifrare i passaggi in inglese o le varie illustrazioni.
Niente da fare, c'è un'incompatibilità di fondo fra il vostro nerdismo e l'idea classica e tradizionale di un matrimonio.

Poi, certo, quando consegni l'invito alla prima coppia di testimoni e a un'altra coppia di amici nerd quanto te, vedi le risate, le esclamazioni di stupore e gli abbracci e allora capisci che per prima cosa il matrimonio deve rispecchiare e soddisfare te e la tua metà, se poi hai amici che condividono la tua stramberia, ancora meglio!

Comunque, quello che alla fine conta, è rendere partecipi le persone che ti stanno più a cuore a una festa, la TUA festa, un momento che hai immaginato, desiderato, sognato per anni, un momento che ti sembrava lontano anni luce per una valanga di motivi ma, che alla fine arriva.

[To be Continued...]

lunedì 30 giugno 2014

Tempo di... Partecipazioni!


"Finché dal mezzo di queste tenebre una luce improvvisa mi illuminò, una luce così brillante e portentosa eppure così semplice: cambiare i poli da positivo a negativo e da negativo a positivo... Io solo sono riuscito a scoprire il segreto di infondere la vita, macché, anche di più: io, proprio io sono divenuto capace di rianimare nuovamente la materia inanimata"! [urlando] Si... può... fare!

Frankenstein Junior



Sono mesi che lavoro all'idea di tutto quello che mi serve per preannunciare il matrimonio e coinvolgere i miei invitati. 
Il momento degli inviti è arrivato e corro di qua e di là per realizzare il progetto su cui tanto ho lavorato.


Credetemi, non è facile! 

La difficoltà maggiore la riscontri proprio nella stampa. La ricerca di una carta che non sia perlata, martellata et similia... o che comunque non sia bianco candido getterebbe nello sconforto chiunque nella mia situazione. 
Per fortuna ho trovato dei fogli di carta "speciale" in una tipografia, giusti giusti per stampare quantomeno le partecipazioni, per tutto il resto sono dovuta scendere a compromessi...che non mi sono dispiaciuti poi tanto visto il risultato finale... (benedetta carta millerighe!)

Vi dirò la verità, organizzare un matrimonio non è difficile, quello che potrebbe fregarvi sono i dettagli che rubano giorni e giorni interi di prove, ricerche e occhi al cielo.

Che poi se non siete dei precisini potreste uscirne completamente illesi, almeno psicologicamente. 
Anche se in realtà dopo le partecipazioni arrivano:

- il libretto della messa
- i menù (sempre che non li facciate definire al catering)
- il tableau de mariage
- i bigliettini delle bomboniere
- e le tante altre cose segrete...

quindi no, non ce la farete mai! A meno che voi non vi adattiate a delle soluzioni già predefinite dove basta solo cambiare i nomi, la data e altre poche informazioni... 

Molti di voi arrivati qui esclameranno: Esagerata!

Non lo sono e vi spiego perché. Quando lavori ad un progetto grafico vuoi che la resa su schermo sia uguale se non meglio a quella su carta!
Le ore passate a scegliere il font giusto, definire il colore, comporre tutta l'immagine e immaginare il tutto su di una carta specifica sfumano al primo e poi secondo e terzo no di seguito per la carta che non c'è. 

Mai una gioia!


A cascata diventa tutto un ritardo... è estate ricordate? Tutti ci rilassiamo, i corrieri arrivano in ritardo e se la carta finisce? Sei letteralmente fregato. 



E se anche ti rassicurano... la tua testa pulsa nel tentativo (quasi riuscito...) di esplodere. 
E ti chiedi:

Ce la faranno i nostri eroi?

To be continued...










domenica 22 giugno 2014

Il linguaggio segreto dei fiori, ovvero come abbiamo scelto i fiori sbagliati (che adoriamo!) per il nostro matrimonio



Robin: [dopo essersi reso conto di essere caduto preda della polvere d'amore di Poison Ivy] Ma ci pensi che abbiamo litigato per un mostro?
Batman: Mostro, sì. E tanto affascinante.
Robin: Mi è passata la cotta, ok? Per sempre.
Batman: Anche a me, assolutamente... Bello stelo però!
Robin: Pure i fiori!
Batman: Un bel fogliame!

Batman & Robin, film del 1997

Quando si racconta di un matrimonio è immancabile la parte riferita al bouquet. Noi donne siamo famose per il modo tutto nostro di focalizzarci subito sui dettagli e per dare solo in un secondo momento un "voto" alla giornata nel complesso.
La scelta dei fiori e successivamente la forma del bouquet da sposa sono stati due delle decisioni che più abbiamo rimandato con Marco. Un pizzico di indecisione e una ricerca infinita su cosa ci piacesse o meno ci ha fatto rimandare all'estremo limite la decisione. In realtà avevamo comunque comunicato la data al fioraio, che nel nostro caso non era preoccupato per l'estremo ritardo, essendo uno di famiglia e abituato alle nostre stramberie...

Da una ricerca, durata mesi, sul web mi sono resa conto di come quasi tutte le spose scelgano fiori come i gigli e le calle probabilmente per il colore bianco, altre invece si lanciano sulle peonie (fiori tanto belli quanto costosi...)
La moda del momento poi è scegliere il colore del matrimonio e realizzare un bouquet monocolore, selezionando tutti fiori che lo richiamino.
Infine, si analizza l'abito e si decide che forma dare al bouquet.

Sembrava facile? Non lo è, giuro!


Quando decidi un qualsiasi dettaglio del tuo matrimonio devi avere fissa in mente una cosa chiara: deve rappresentarti!
Il matrimonio porta con se l'idea, a mio avviso sbagliata, che quel giorno devi essere qualcun altro, una principessa... Difficile se per trent'anni della tua vita hai costruito te stessa su altre solide basi...
Se si partisse "per sbaglio" dall'assunto che è una festa per augurare buona vita a due persone che stanno per intrecciare le loro esistenze, probabilmente molte spose eviterebbero l'esaurimento nervoso pre-matrimonio...
Non scherzo, una delle prime decisioni prese con Marco è stata quella di realizzare una giornata a nostra immagine e somiglianza. La nostra sarà una cerimonia al cospetto dei parenti e degli amici più stretti, tutte persone che ci conoscono e subiscono da svariati anni e sanno cosa aspettarsi da noi, quindi non temiamo giudizio!


Raggiunto lo zen, abbiamo preso la nostra decisione!

Il primo bouquet, quello da "signorina, sarà realizzato con piante tipiche delle nostre campagne e frutta:



- Anemone, la versione bianca dei nostri meravigliosi papaveri 

Per la sua caducità simboleggia i sentimenti effimeri, il senso di abbandono, desolazione e l'amore tradito, ma anche la speranza e l'attesa, ci azzeccano proprio...leggete il titolo! Un avvertimento a non fare certi sbagli...
ANEMONE "ti sento lontana" Divinità della corte di Chloris (la dea dei fiori), Anemone catturò il cuore di Zefiro (il vento di primavera) e di Borea (la tramontana). Chloris, ingelosita, trasformò Anemone in un fiore condannato a schiudersi precocemente sotto le violente carezze dei venti. Così vuole la mitologia greca, che in effetti prende spunto dalla notoria caducità dei petali dell'anemone: un fiore bellissimo, ma che dura poco. Il suo nome, non a caso, viene dal nome greco anemos, cioè vento.

- Calcatreppola ametistina



Fiori blu a forma di stella affiorano dall'erba seccata dal sole. Coperti di spine come cardi, attirano un sacco di farfalle.
Adoro le spine! 


- Bacche di Hypericum


Da quando le ho scoperte le ho volute a tutti i costi!


- Typha Latifolia - tifa - stiancia


E' una classica pianta di fiume delle nostre parti, mia nonna mi diceva sempre di starvi lontana perché altrimenti sarei diventata sorda...credenze senza fondamento chiaramente. Nella preistoria veniva usata per fare il pane.

- Mele Verdi


La mela verde rappresenta qualsiasi rapporto in via di fioritura. Le mele sono il frutto che più di tutti ha un ruolo principe nella narrativa e nella mitologia.

-Vite



Salvata dal diluvio universale, la vite fu impiantata da Noè perché con i suoi frutti desse nuova vita alla terra e propiziasse la rinascita dell’umanità. La vite rappresenta perciò la speranza che sopravvive anche alle prove più dure, la rinascita dopo la devastazione. La foglia di vite è un amuleto che conferisce sicurezza e fiducia nel proprio destino.

- Crisantemi verdi


Nella tradizione sicula i crisantemi sono i fiori dei morti. Nei paesi orientali, Cina e Giappone e nei paesi anglosassoni è invece simbolo di pace, gioia e vitalità.

Questi sono solo alcune delle piante da noi scelte per il primo bouquet, se ve le rivelassimo tutte...che sorpresa sarebbe?

Per il secondo bouquet abbiamo osato.

Vi rivelerò l'elemento principale, lo si usa erroneamente nei matrimoni invernali quanto invece è una pianta del tutto estiva.


Il fiore di cotone rappresenta la semplicitá, la quotidianitá e la purezza. Questa pianta produce doppi frutti, ossia semi e fibre. Interno ed esterno. Corpo ed Anima. Proprio quella che unite nel sacro vincolo del matrimonio.

La forma del bouquet...
Mi fermo qui. Non posso e non voglio rivelarvi altro in questo momento...

Secondo voi abbiamo osato troppo? Voi avreste scelto altro?

Dateci la vostra opinione!

venerdì 13 giugno 2014

Allons-y! Anche la casa vuole la sua parte

Dentro è più grande!
Nessun posto è bello come casa mia. (Il mago di Oz)

Quando compri un appartamento, la prima cosa che vuoi fare è renderlo tuo, personalizzarlo. Deve essere il tuo rifugio, il tuo nido, il luogo in cui rientrare per goderti dei tuoi spazi, lasciando tutto il resto fuori.

Solo allora quello che è semplicemente uno spazio racchiuso fra quattro mura diviene casa tua.

Noi abbiamo avuto tanta fortuna, abbiamo trovato un appartamento stupendo, praticamente nuovo e dotato di arredamento ed elettrodomestici e a un prezzo davvero ottimo.

In questi mesi lo abbiamo vissuto, fra cene con gli amici, serate davanti alla TV, abbiamo ospitato i nostri amici Andrea e Gloria, venuti per il nostro patressì o padre sì

Eppure, c'era qualcosa che dovevamo ancora fare per renderla davvero casa nostra.
Oltre ad aggiungere qualche pezzo di arredamento o cambiarne qualcun altro, la cosa fondamentale era ridipingere, cambiare i colori affinché l'appartamento rispecchiasse veramente i nuovi proprietari.


Anche in questo caso, la fortuna ci ha sorriso, dato che mio suocero ha l'hobby del bricolage e quindi abbiamo affidato casa nostra alle sue abili mani.


Il risultato? Strabiliante.

È incredibile come un semplice cambio di colore in una parete possa far sembrare una stanza completamente diversa, più grande, più calda, più accogliente, più tua.


Si comincia
Mercoledì sera, io e Laura abbiamo impacchettato e conservato le cose fragili e che potevano rovinarsi con le gocce di pittura, mentre ieri pomeriggio, in casa nostra, si è abbattuto l'uragano Sergio!


Con l'aiuto del mini-cognato Giuseppe, mio suocero ha iniziato dalla cucina e, già dalle prime mani di vernice, il risultato è strabiliante.

Una parete color verdone, un riquadro sul tetto dello stesso colore, a incorniciare il lampadario e già la cucina è tutta un'altra cosa, mentre le pareti e le rifiniture chiare vengono risaltate e valorizzate.


La luce del mattino risalta i colori



Devo dire che Laura ha scelto dei colori fantastici per tutte le stanze, dal soggiorno, alla camera da letto, nonché per il mio studio. 

Questa tappa della nostra avventura ci fa sentire ancora più vicini alla meta, immaginarci prendere completamente possesso della nostra casa, dopo il matrimonio, è ancora più emozionante, sapendo che adesso quel posto è ancora più nostro.

Realizziamo sempre di più che ciò che sognavamo da tanto tempo si sta realizzando, è tutto dietro l'angolo che ci aspetta e, ormai, anche l'ansia da trasloco è superata, ha ceduto il posto all'eccitazione della nuova vita che stiamo per iniziare e noi non vediamo l'ora!



Laura sottintende ai lavori




venerdì 6 giugno 2014

Obiettivo sbloccato: il primo si. [Laura Edition]


JoJo, pensa alle pulci! Sì, parlo proprio di quegli insignificanti parassiti... Incuranti delle nostre gigantesche dimensioni e della nostra intelligenza, ci minacciano e ci assalgono. L'affrontare un nemico gigantesco da parte di una pulce... può essere definito coraggio? No. Le pulci non sono coraggiose... E tu, JoJo? In cosa consiste il tuo coraggio? Avere coraggio vuol dire conoscere la paura. Significa impadronirsi del terrore! È il terrore ad alterare la respirazione... ma quando si riesce a controllarlo... si è in grado di mantenere un ritmo di respirazione regolare... e questo è il frutto del coraggio! Ogni ode all'essere umano è un ode al coraggio! Nel coraggio risiede la grandezza dell'uomo! Saranno anche fortissimi, ma questi zombie non conoscono il valore del coraggio! Siete come le pulci! 

[Will Antonio Zeppeli - Le bizzarre avventure di JoJo/Phantom Blood] 



"Ora finalmente ho capito perchè mi piaci così tanto, è perché tu cambi continuamente. Perché possiamo sostenerci a vicenda. Miyazawa, tu possiedi la chiave per aprire il mio cuore."

(Arima riflette su Miyazawa - Le situazioni di Lui e Lei)




Se c'è una lezione che ho imparato nella mia vita è questa:

I momenti importanti vanno condivisi con le persone a cui vuoi bene e che tengono a te, solo così questi resteranno indelebilmente scolpiti nel tuo cuore. 

La giornata di ieri è stata importante per la mia vita e quella di Marco, abbiamo celebrato il nostro primo si e non eravamo soli... con noi c'erano le nostre famiglie e i nostri amici. Una vera e propria festa!

Dico la verità, credo fosse più agitato Marco che io, non so per quale motivo... tre le mie opzioni:
- Forse la presenza della mia amica/testimone Gloria, venuta a trovarmi dopo millenni di preghiere, e di Andrea pronto e scattante a fare millemila foto mi ha distratto dal contesto.

- Probabilmente il "chiasso" che facevano le nostre famiglie mi ha coinvolto in un clima festoso che non mi ha fatto pensare troppo al passo avanti che stavamo facendo verso la meta.

- O forse sono una di quelle persone che si renderà conto di tutto il giorno del matrimonio e si struggerà in un pianto misto tra il malinconico e la pienezza della felicità.

Chissà...sta di fatto che avere 21 persone con te in un momento così, ti rende felice e ti permette di affrontare tutto con il sorriso sulle labbra!

Cominciamo dall'inizio...

Sveglia alle ore 7:30 per shampoo, trucco, parrucco e colazione. Alle 8:45 Marco scappa con Andrea per andare a prendere le famigerate marche da bollo da 16 euro, nel frattempo io urlo a Gloria, ancora in bagno a stirarsi i capelli, di sbrigarsi.

Ore 9:30, con ben 15 minuti di ritardo arriviamo in chiesa, la tensione di tutti (tranne me) è palpabile!
Il parroco al nostro arrivo ci accoglie con un:"era ora!" Nella mia mente parte un: "Cominciamo bene!" 
Il primo ad entrare è Marco.

Mentre aspetto Marco raggiungo la santità... :-P

Quindici minuti dopo tocca a me. Poi assieme.


Alla fine usciamo. Abbiamo l'approvazione per sposarci e le caramelle come premio, poi distribuite pure a tutta la platea familiare.

Alle 11:15 eravamo quasi tutti davanti al comune, un plotone in marcia verso il primo piano.

Arrivato il nostro turno, l'addetta al servizio si affaccia dalla porta della stanza per chiamarci, io le dico: "Ho portato tutti!" Lei sgrana gli occhi e mi risponde: " Ma qui dentro non ci entrate tutti!" Non era vero, o meglio non conosceva la mia famiglia!

La foto non riprende tutti...
Tra una battuta, la ricerca del codice dello stato di nascita di Marco, il cazziatone subito da Andrea che approfittando di un secondo di distrazione della funzionaria si siede al suo posto per scattare foto magnifiche, Silvio che ci riprende, le battute di parenti e amici sull'essere ancora in tempo per ripensarci riceviamo i documenti che ci servono per la trafila interminabile verso il matrimonio.

Neanche il tempo di finire le scartoffie e mio padre (lo so, è troppo figo!) si presta al gioco che io e Marco avevamo preparato per celebrare il momento. La funzionaria del comune che ha gestito la nostra pratica, alla fine di tutto, arrivati al saluto, mi ha detto: "In tanti anni di carriera cose strane ne ho viste, ma come questa mai!"
Notate la faccia della funzionaria del comune a sinistra e quella di mio fratello al centro!
Usciamo sul corridoio, mio nonno Giuseppe mi afferra per le spalle e mi dice: "Sappi che hai tre mesi di tempo per ripensarci!"



Se avete letto il post di Marco saprete già che questa frase o simili ci sono state dette diverse volte durante la giornata, ad un certo punto la cosa è diventata inquietante!
Probabilmente più che per farci spaventare del matrimonio è un modo che ha la tua famiglia di dirti che fino alla fine non sei costretto e che se ci ripensi loro ti sosterranno... (se non è così spiegatevi, non voglio cedere alla prima affermazione!)

Finalmente siamo fuori, tutti e 21, è l'ora della foto di gruppo, per fortuna passava di lì la gentilissima Marcella (grazie ancora!) che ha scattato la foto sotto.

Qualcuno è sfuggito!

Riprendendo il concetto espresso nelle prime battute di questo post, non sarebbe stato quel momento magnifico che invece è stato per me e Marco se non ci fossero stati tutti loro con noi. Probabilmente ci saremmo fatti sopraffare dall'ansia e dalle paure dimenticando che la cosa più importante nella vita è la famiglia di sangue e acquisita, oltre tutti quegli affetti così importanti che hai marchiato nel tuo cuore e consideri parte di te, e che senza si vive in uno stato di totale solitudine e sconforto.

Grazie a tutti quelli che ci sono stati ma anche a tutti quelli che pur avendo fatto di tutto per esserci non hanno potuto, li abbiamo portati comunque con noi e li amiamo lo stesso.











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